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da
Lettere clandestine (la
prima pagina)
Amici comuni miei
e del marchese Ferdinando D'Aragona mi avevano detto a Palermo che
proprio il marchese desiderava conoscermi. Pensai che volesse un ritratto,
che mi avrebbe ospitato nel suo castello, che il ritratto l'avrebbe
voluto a cavallo, in costume. Ma di quale epoca?
Queste domande rivolsi ai miei amici e questi risposero che il marchese
non aveva una lira e che non abitava in un castello ma in una parte
di un immenso palazzo affittato ad una miriade di famiglie, anch'esse
povere o quasi, che gli pagavano affitti di miseria, come suol dirsi.
"Ma allora, cosa vorrà da me?" - mi chiesi e lo domandai
anche ai miei amici che non seppero cosa rispondermi.
Confesso che non conoscevo la storia dei D'Aragona e che mi preoccupai
di saperne qualche cosa, se non altro per non trovarmi ignorante dell'importanza
del personaggio che avrei incontrato.
Sì, era un nobile decaduto, giacché era un marchese
senza una lira, ma ciò non mi permetteva di ignorare chi fosse
e chi fosse stato, dal momento che aveva espresso il desiderio di
conoscermi. (
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